lunedì 3 dicembre 2018

Simone Graziano trio
in concerto a Casa del Jazz
presenta “Snailspace”
Roma, giovedì 6 dicembre 2018 ore 21.00




Giovedì 6 dicembre, alle 21.00, Simone Graziano in concerto alla Casa del Jazz di Roma, per presentare in trio il progetto “Snailspace”. Con lui sul palco il contrabbassista Francesco Ponticelli e il batterista Enrico Morello.





“Snailspace” è apologia della lentezza, intesa come forma di ribellione. La quarta fatica discografica di Simone Graziano deve il titolo a un racconto di Luis Sepúlveda, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, in cui una lumaca di nome Ribelle, dopo essere stata cacciata dal suo gruppo, viaggia alla ricerca del significato della lentezza. In questo modo, scopre che proprio grazie al suo muoversi a un tempo diverso da tutti gli altri animali, riesce a vedere un mondo nascosto, più ricco e denso, solitario e silenzioso.

Scrittura iniziata nel 2015, “Snailspace” è un album dalla lunga gestazione. La lentezza - afferma Simone Graziano - non è riferita alla velocità dei brani, bensì al tempo necessario per crearli. La lumaca aderisce alla terra e, grazie alla lentezza dei suoi movimenti, ne scopre ogni dettaglio. Allo stesso modo, la lentezza creativa fa sì che la musica aderisca a noi stessi, svelandoci una parte che prima non conoscevamo.

Quella di Simone Graziano, è una scrittura ricca, capace di alternare il minimalismo alla complessità. Tutte le tracce di “Snailspace” godono di una struttura compositiva in continua evoluzione: tanto i cambiamenti progressivi, che richiamano la musica elettronica, quanto quelli più bruschi e senza preavviso, permettono di attraversare un ampio spettro di emozioni.

Se il tour di “Snailspace” vede Simone Graziano in trio con i connazionali Ponticelli e Morello, il percorso discografico è stato frutto, invece, del lavoro di una formazione internazionale con la partecipazione del batterista Tommy Crane, giovane rising star, a fianco di Simone Graziano e dello stesso Ponticelli.

Docente presso Siena Jazz, co-direttore artistico della rassegna “A jazz supreme” del Musicus Concentus, nonché presidente del MIDJ, con quattro album da band leader all’attivo, di cui due con la formazione “Frontal” (l'omonimo del 2013 e “Trentacinque” del 2015, entrambi editi da Auand Records e con ospite il sassofonista newyorkese David Binney, spesso in tour con Graziano), il pianista fiorentino Simone Graziano, con un tour in continuo aggiornamento da sette anni, è riuscito a creare uno spazio sonoro proprio e originale, diventando una realtà musicale unica e apprezzata in Europa.






Formazione:
Simone Graziano, pianoforte
Francesco Ponticelli, contrabbasso, synth
Enrico Morello, batteria

Giovedì 6 dicembre 2018, ore 21.00
Casa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina ,55, Roma
Ingresso: € 10.00
Riduzione I Love Auditorium: € 7.50
Info: tel. 0680241281, info@musicaperroma.it

Orari biglietteria Casa del Jazz
La biglietteria è aperta al pubblico nei giorni di spettacolo dalle ore 19 fino a 30 minuti dopo l’inizio degli eventi.

Biglietteria on linewww.ticketone.it

Call Center Zètema (Comune di Roma)
Tel. 06.06.08
(servizio con tariffa urbana del Comune di Roma, attivo tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 19:00)

Call Center TicketOne
Tel. 892101 (servizio a pagamento).
Dal lun al ven 8:00-21:00; sab: 9:00-17:30; dom chiuso. 

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mercoledì 5 settembre 2018

Frank Martino - Disorgan TrioLEVEL 2 CHAOTIC SWING





AUAND FAMILY:


L'etichetta pugliese non produce album seguendo un filo logico o
un genere specifico, ogni progetto è diverso dal precedente ma,
nonostante tutta questa eterogeneità, un anello di congiunzione c'è, personificato dal suo ideatore Marco Valente.
La sua attitudine come musicista/produttore gli ha fornito negli anni
l'abilità di scovare e produrre tanti giovani artisti,
permettendogli di esprimersi in totale libertà,uscendo dai soliti
schemi.




l'ultima produzione AUAND vede protagonisti Frank Martino e il suo Disorgan Trio con l'album LEVEL 2 CHAOTIC SWING. 

Verrà pubblicato il 7 settembre ed e costituito di sette brani
originali e due cover.

Il progetto si propone come un moderno organ trio, ma si potrebbe anche valutare l'idea del doppio trio, si perché i musicisti mutano in una doppia veste, una analogica e un'altra elettronica, con Frank Martino alla chitarra a 8 corde e
live elettronics, Claudio Vignali al piano, il Fender Rhodes e i
sintetizzatori e Niccolò Romanin alla batteria, la batteria
elettronica e i sintetizzatori.

Anche se si ispira ai più celebri Trio con chitarra-Organo-Batteria, in realtà non si tratta di un classico organ trio, ma ne mantiene la complicità e ne amplia le possibilità di linguaggio.

Jazz Elettrico:

Ascoltando il disco veniamo proiettati in ambienti molto lontani dai fumosi club di Harlem. La generazione di Martino e compagli è cresciuta ascoltando il rock, in tutte la sue forme, il Blues elettrico, la Disco Dance, la Tecno e ogni genere o forma di
musica elettronica degli ultimi 30 o 40 anni. Generi musicali che
non esistevano quando è nato il Jazz Classico.

Ma se analizziamo affondo il Jazz,notiamo che è sempre stato
sensibile ai cambiamenti di stile, dai primi Blues di New Orleans
alla Swing Era, dal Be Bop al Latin Bop, dall'Hard Bop al Free ci sono state sempre fazioni più o meno ostili ai cambiamento.

L'apice della discordia si raggiunse con la Fusion, una
discussione che ancora oggi persevera su cosa è o non è il Jazz.

Oggi il Jazz ha molti aspetti, c'è chi preferisce crogiolarsi
nelle forme tradizionali, chi lo contamina con aromi etnici e chi,
seguendo le orme di Mile Davis, utilizza anche l'elettronica.

Non solo Miles lo ha fatto, ma ne è stato un grande interprete.
Lui, come altri suoi audaci colleghi, è stato artefice di molti cambiamenti, soprattutto nell'utilizzo degli allora moderni
strumenti elettronici e nell'avvalersi di musicisti che venivano dal mondo del Rock.







Frank:


Frank Martino è impegnato in molte attività legate alla musica,
musicista, insegnante, produttore di musica elettronica e in
numerose collaborazioni, per capire meglio il suo “spazio sonoro”gli ho chiesto quali fossero i suo ascolti:

“ E' molto difficile dirlo! … vado a periodi e alterno molto tra
moderno e classico. Per classico mi riferisco al senso letterario
del termine, cioè tutta quella musica che nel suo genere ha
raggiunto la massima espressione. Quindi i Metallica o i Tupac per
me sono musica classica.”

“ Il mio approccio all'ascolto è di tipo analogico ma con le
possibilità del digitale. Ovvero ascolto “superficialmente”
tantissima musica anche random. Poi se trovo qualcosa che mi piace
sto su quei pochi dischi per molto tempo. Paradossalmente ascolto
poca musica ma intensamente, come si faceva una volta."

“Quando ho realizzato questo progetto, ascoltavo il rap italiano, Salmo e Willie Peyote. Venetian Snares, noto compositore canadese attivo nella scena mondiale della Drum and Bass e della Breakcore, del quale reinterpreto in questo album Maglificent Stumble.
Ma ascolto anche il piano concerto in re minore di Mozart e alcune
incisioni di Julian Bream.”



Disorgan Trio LEVEL 2 CHAOTIC SWING:


Il DISORGAN TRIO, testimoni delle loro generazione, contaminano le
sonorità, o meglio l'approccio, del Jazz con i suoni ipnotici
dell'elettronica. Loops ed effetti di ultima generazione vengono
incastonati tra le armonie e le melodie più o meno cantabili dei brani.

In brani come Strange Loop e Bad Tips il trio propone una moderna
rilettura del genere Avant Garden, decisamente minimal/tecnovore e
meno Punk, ma con lo stesso e apparente disordine. 
In realtà sono un maniacale intreccio di poliritmie, a tratti isteriche e claustrofobiche, ma se riascoltate più volte rivelano uno interessante strato sonoro suburbano, ricco di chiaroscuri e
riflessi cangianti.

 Martino....

“ Come hai notato il disco è da ascoltare, ci sono pochissimi
assoli, è tutto basato su sound e composizione … da ascoltare
tenendo conto che non siamo più negli anni 60.”

See Double e The Glass Half, che rievocano le piacevoli ed eteree
sonorità del Jazz Scandinavo, assieme al brano di Bill Evans Waltz For Dabbie, sono tre magiche e godibili electro ballads.

“Erano tanti anni che avevo quest'arrangiamento di Evans e volevo una ballad da stravolgere, senza assoli o parti libere, come se fosse un brano pop.”

“ Forse un giorno farò un disco di sole ballads!! “

Cycle con il suo suadente electro tango e la eclettica Psychosamba
rappresentano il lato latino dell'album. Anche se non mancano le piacevoli e disordinate distorsioni della band i brani non perdono il loro fascino caliente.




The War Of Art, con le sue lente e soporifere sonorità ridona all'album quell'aspetto fumoso e notturno del Jazz, dove, in un ipotetico “Steampunk Club” del 2050 un ologramma di Thom Yorke ti serve un bloody mary alla spina, e tu ti lasci sprofondare
nell'abisso cosmico dei ricordi.

Il Disorgan Trio è composto da artisti capaci di mutare ad ogni
istante, di modellare i suoni e ricavarne complesse strutture.
Sanno raccontare storie deframmentate. A volte sono freddi e celebrali, altre eterei e commoventi. Sanno interpretate la
solitudine, l'angoscia e incarnano l'acrilica ambiguità dell'oggi.
Detto cosi sembra un'Apocalisse, in realtà bisogna distruggere per
poter ricostruire e realizzare qualcosa di originale.

 I brani si alternano nella continua ricerca del disequilibrio, se li si ascolta senza aspettative di genere o pregiudizi, possono essere una piacevole rivelazione, per chi si lascia trasportare l'intero album offre numerosi spunti per ulteriori ascolti o per i
propri percorsi artistici.

 Uscire dai generi e costruire un
proprio linguaggio, sono una reale esigenza per generare qualcosa
di nuovo.




….... un ponte che ci porti fuori da questa laguna ... un gradito 
diversivo alle copiose e noiose proposte dell'attuale 
globalizzazione culturale......

domenica 5 agosto 2018

 “Gianicolo in jazz”

Fabrizio Bosso
& Julian Oliver Mazzariello
in concerto presentano “Tandem”

Martedì 7 agosto 2018, 21.30, Terrazza del Gianicolo, Roma






Martedì 7 agosto, alle 21.30, nella Terrazza del Gianicolo per la manifestazione “Gianicolo in jazz”, Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello presentano “Tandem”, un progetto che ripercorre e reinterpreta grandi canzoni e temi della musica internazionale, senza distinzione di genere.

Da Oh Lady Be Good di George Gershwin a Luiza di Antonio Carlos Jobim, dall’omaggio al grande Michel Legrand in una versione di Windmills of your Mind, al tema di Taxi Driver di Bernard Herrmann, brani che confermano nuovamente, dopo l’interpretazione di Nuovo Cinema Paradiso, l’omaggio a Nino Rota e la sonorizzazione de Il Sorpasso, la fascinazione di Fabrizio per il mondo del cinema. Non mancherà spazio anche ai brani originali con Wide Green Eyes e Dizzy's Blues di Fabrizio Bosso e Goodness Gracous di Julian Oliver Mazzariello.




Questo progetto dimostra che ci sono due modi di fare le cose insieme: perseguire due strade parallele che portano alla stessa meta, oppure pedalare all’unisono. Quest’ultima è la scelta che hanno fatto Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello e l’album “Tandem” è l’approdo naturale di un rapporto artistico già rodato, di un’unione iniziata sul palco ma che trascende le regole delle classiche collaborazioni.



Bosso e Mazzariello si incontrano nella primissima formazione degli High Five, una "All Stars" di giovani talenti del firmamento jazzistico italiano. Da quel giorno li lega un’amicizia complice che li fa mettere naturalmente a disposizione della stessa passione per la musica e della sperimentazione tra generi.
Nell’album, uscito nel 2014 per la Verve/Universal, partecipano anche due ospiti eccellenti. Fabio Concato interpreta la sua celebre Gigi dove la tromba di Bosso e il piano di Mazzariello si fanno più lievi, come ad accompagnare, con discrezione, un testo importante che racconta un padre attraverso parole in cui ognuno può ritrovare la propria espressione del rapporto con un genitore.
Fiorella Mannoia invece è stata invitata a cantare, per la prima volta, il classico di Trovajoli-Garinei-Giovannini Roma nun fa la stupida stasera: una voce elegante al servizio di uno dei celebri brani della tradizione romanesca.





Ad aprile 2017, Fabrizio Bosso ha pubblicato il doppio live dal titolo State of the Art in quartetto con il pianista Julian Oliver Mazzariello, il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il batterista Nicola Angelucci. Lo scorso 24 novembre, per Warner Music, Fabrizio Bosso con la stessa formazione di “State of the Art”, e la partecipazione straordinaria di Walter Ricci e Karima ha pubblicato “Merry Christmas Baby”: canzoni che conducono alla riscoperta dell’immaginario natalizio, caratterizzate dalle magiche e inconfondibili sonorità di questa formazione.

Formazione
Fabrizio Bosso, tromba
Julian Oliver Mazzariello, pianoforte

Martedì 7 agosto 2018, ore 21.30
Terrazza del Gianicolo,
Piazzale Giuseppe Garibaldi, Roma
Ingresso con consumazione
Info: 331 7098854
Mail: gianicoloinmusica@gmail.com
www.ilgianicolo.it

GAITO UFFICIO STAMPA e PROMOZIONE


sabato 9 giugno 2018

FABRIZIO BOSSO
in tour negli Stati Uniti
Chicago, Greensboro, Washington, New York
13-20 giugno 2018
Link video live 





Il 13 giugno 2018 parte il serrato tour americano di Fabrizio Bosso con il suo quartetto, da Chicago a New York, passando per Greensboro e Washington, dove suonerà per tre date.
Da poco rientrato dal tour in Cina patrocinato da Umbria Jazz, il quartetto di Bosso sarà in concerto per sei date negli Stati Uniti in cui presenterà il progetto “State of the Art”.

Il 13 giugno prima data al Jazz Showcase di Chicago, il 15 giugno al Van Dyke Performance Space di Greensboro nel North Carolina, i cui proventi andranno a favore della ricostruzione della scuola locale distrutta dal recente tornado, il 17 giugno al DC Jazz Festival di Washington, poi, sempre a Washington, il 18 giugno all’Auditorium dell’Ambasciata d’Italia e il 19 giugno alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia. Il tour americano si chiuderà con il concerto del 20 giugno all’Auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura di New York.

Il pianista Julian Oliver Mazzariello, il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il batterista Nicola Angelucci, sono musicisti che ormai da anni condividono il palco con Fabrizio Bosso; un’esperienza artistica sublimata dagli ultimi due dischi, “State of the Art”, doppio album live uscito ad aprile 2017 e registrato dal vivo durante i concerti del quartetto a Roma, Tokyo e Verona, e “Merry Christmas Baby”, uscito a dicembre 2017.

“State of the Art” rappresenta un’istantanea fedele di una fase tra le più felici nella carriera del trombettista che ha voluto fissare alcuni momenti memorabili e che ora ripropone, per viverli con rinnovata energia e rivestirli con nuovi colori e sempre nuove idee. Uno Stato dell’Arte, quello di Bosso e del suo quartetto, che si esprime in un dialogo autentico, forte e pieno di espressività. Nel repertorio, oltre agli standard e all’improvvisazione, regina indiscussa di questa formazione, emerge anche la peculiare cifra compositiva di Bosso che, sempre riconoscibile, si esprime in brani originali come Rumba For Kampei, Mapa, Black Spirit, Dizzy’s Blues o Minor Mood.

Il lungo tour di “State of the Art”, iniziato nel 2016, ha toccato, oltre l’Italia, la Polonia, la Spagna, la Repubblica Ceca, la Corea, il Giappone e la Cina.

Formazione
Fabrizio Bosso, tromba
Julian Oliver Mazzariello, pianoforte
Jacopo Ferrazza, contrabbasso
Nicola Angelucci, batteria

Tour
13/6 Jazz Showcase Club, Chicago
15/6 Van Dyke Performance Space, Greensboro 
17/6 DC Jazz Festival, Washington
18/6 Auditorium Ambasciata d’Italia, Washington
19/6 Residenza Ambasciatore d’Italia, Washington
20/6 Istituto Italiano di Cultura, New York


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Management Giovanna Mascetti

venerdì 1 giugno 2018

"Drive"



Elettrico e graffiante, Drive! 


.....in uscita a giugno per Auand su CD e per Rous su Vinile.


«La caratteristica principale di questo gruppo – dice Guidi, impegnato in questa nuova avventura con Auand/Rous dopo i successi con ECM  – è la totale paritarietà di ruoli. Non c’è mai uno strumento predominante. Riascoltando la musica, per me è chiarissimo che è il prodotto delle caratteristiche e delle predilezioni di ognuno di noi». «Questo gruppo nasce più di due anni fa – gli fa eco Federico Scettri – Ci conoscevamo già tutti e tre per avere lavorato insieme in diversi gruppi in passato, e questo ci ha aiutato a trovare subito una bella alchimia. Abbiamo suonato tanto e spesso, cosa sempre più rara di questi tempi. L’approccio alla musica è stato molto spontaneo, abbiamo parlato davvero poco eppure alla fine il risultato ci ha sempre soddisfatto. Inoltre il lavoro di Tramontana è stato molto interessante». 
Vera marcia in più di Drive!, Niccolò Tramontana ha assistito all’intera gestazione del disco ricoprendo vari ruoli, e contribuendo a plasmarlo fino a dargli la sua forma finale: «Era con noi sia in sala sia in post-produzione – aggiunge Scettri – È riuscito a editare e mescolare sezioni anche molto diverse tra loro, creando un bell'equilibrio fra i suoni acustici ed elettrici, e quelli sintetici ed elettronici».



......



Per essere un disco da studi è insolitamente ricco di "Lives".

.. e si !! si tratta di un diario scritto e diretto a 6 o 8 mani, ognuno ha contribui col suo vissuto, integrando e ampliando l'esperienza collettiva.

Il Maggiolino in copertina rende molto bene il suono dell'album, che è volutamente grasso, sporco e corrosivo, di quelli che ti fanno venire la pelle d'oca, che ti fanno sobbalzare dalla poltrona. 
Blocchi di suono che spostano l'aria e muovono le maree, iceberg che si scontrano.

C'è anche spazio per quiete ed inquiete riflessioni, il paesaggio elettroacustico sempre in tensione, lacerante, ci avvolge e coinvolgi in un viaggio di visioni reali non sempre piacevoli ma vere, crude come sono quelle del nostro tempo!!!

...................


Brani
01 High Voltage
02 Pyramid
03 Upright Spiral
04 Don't be a Square
05 The Fire Swamp
06 Scorpions
07 Serpentine Method
08 Moonraker
09 Nocturne
10 Blue Dream
11 Wheelhouse

Musicisti

Giovanni Guidi fender rhodes, keyboards
Joe Rehmer double bass, electric bass
Federico Scettri drums


Produced by Drive!
Executive Producer: Marco Valente
Recorded at Marchiselli, Foligno (PG) – Italy
Engineer: Niccolò Tramontana
Cover Photo: Michele Palazzo



Oggi nasce una nuova etichetta discografica!!


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Nasce una nuova etichetta discografica: We Insist Records, fondata da Maria Borghi. Il primo giugno, le prime due produzioni: St()ma di Cristiano Calcagnile e Us Pipeline Giancarlo Nino Locatelli.

Con il progetto We Insist Records, Borghi realizza un sogno nel cassetto che coltivava da oltre dieci anni, nato grazie all’incontro artistico con Nino Locatelli, Cristiano Calcagnile, Gian Maria Aprile e molti altri artisti nel corso degli anni.






Un progetto che, come facilmente intuibile dal nome, si richiama al titolo dello storico album del 1960 di Max Roach: We Insist! Max Roach's Freedom Now Suite. Il messaggio della “We Insist Records” è anche quello di resistere, appunto, ai tempi di crisi discografica, di andare controcorrente, puntando sempre e comunque sulla 
qualità e sulla musica.






Una scelta non casuale per un’etichetta che intende farsi megafono di progetti fortemente improntati alla sperimentazione, alla ricerca e all’improvvisazione. Così come non è un caso che i primi due dischi che saranno pubblicati il 25 maggio dall’etichetta siano due produzioni che rispecchiano in toto il suo spirito e i suoi obiettivi.











St()ma, primo progetto in solo del batterista Cristiano Calcagnile e Us del gruppo Pipeline di Giancarlo Nino Locatelli. L’uscita degli altri due album (sono previste per ora quattro pubblicazioni all’anno) è prevista in autunno.
Entrambe queste due prime uscite segnano in modo molto netto la scelta editoriale della We Insist Records, che sceglie i propri artisti in base alla loro capacità di sviscerare un’idea musicale, darle forma e profondità.
Due album che, in modo diverso, si fanno portatori di un’idea di jazz che fa dell’improvvisazione e della volontà di sfuggire alle classificazioni la propria cifra stilistica, il proprio tratto distintivo.






Un ulteriore e non secondario dettaglio del progetto We Insist è, infine, l’estrema cura nel packaging“Ci appassiona la ricerca – spiega Maria Borghi – e da qui nasce il desiderio di conferire un carattere preciso e identificabile ad ogni album che decidiamo di pubblicare. Tutto ciò che ci stimola diventa un ottimo spunto per progettare e confezionare le nostre pubblicazioni con estrema cura, seguendo un’idea estetica a 360 gradi”.





La scelta di pubblicare (anche) in vinile adottata dall’etichetta, non risponde dunque solo a una passione sempre più diffusa per l’oggetto in sé, che sta conoscendo una nuova giovinezza. Questa è, soprattutto, una scelta che rispecchia il desiderio di rivolgersi a un pubblico in grado di prendersi il tempo necessario da dedicare all’ascolto di un album, capace di apprezzare un oggetto prezioso, fatto con cura e che rispecchia una coerenza e un’identità precise: quelle di un’etichetta che non ha paura di osare con progetti ambiziosi.







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