MUSICISTANONIMO
sabato 21 febbraio 2026
تنفُّس Breathing
Amal Murkus & Alessandro Sgobbio
Album Cover (Photo © DeekSleem)
Durante il primo ascolto la cosa più apprezzabile di ogni brano è che entrambi hanno mantenuto il proprio stile creando un ambiente contrastante ma allo stesso tempo integrandosi l'un l'altro in una sola voce.
Questo progetto affronta il tema dell'amore in ogni suo "respiro", l'abbandono dell'amato o della propria terra, l'amore verso il prossimo e per l'umanità, esasperata da secoli di odio, dove la globalizzazione cerca di cancellare non solo le emozioni ma soprattutto le tradizioni, le radici di ogni popolo e con quelle più ostinate cerca in ogni modo di isolarle, reprimerle o annientarle.
Ma le tradizioni sono indispensabili per il futuro, sono come i fiumi che alimentano un lago, il lago è l'abbracci che accoglie le diverse culture che si intrecciano e si evolvono, si rafforzano e restituiscono l'energia necessaria e vitale per i loro popoli.
Oggi essere un artista palestinese è pericoloso ed è pericoloso anche per chi collabora con loro, ma l'amore per l'arte e la creatività vanno oltre la paura e la repressione. Diventano un simbolo di resistenza e integrità, responsabilità per se stessi e la propria gente. Non serve la violenza, come ci insegnano Amal e Alessandro, lo si può fare con determinata dolcezza.
I brani sono delle brevi poesie cristalline e ricche di luce, Risalatohu e La Ahada, i due brani scritti da Amal e Bah'ri l'omaggio alla città di Bari di Alessandro si amalgamano in maniera perfetta con le suggestive interpretazioni dei brani non originali, come nell'accorato Khodoniun, antico brano tradizionale delle donne palestinesi, dell'intenso brano Canta di Enzo Avitabile e nei due classici della musica araba Ahwak, di Abdel Halim Hafez con la partecipazione del musicista e compositore palestinese Firas Zreik al kanun e il canto popolare siriano Ya Mayla.
Alessandro col suo stile inconfondibile, ricco di armonie dilatate, dipinge eterei paesaggi sonori rigogliosi di luce e riverberi cangianti, ottimo per la voce libera e fluttuante di Amal.
... in conclusione, per descrivere questo progetto, trovo molto appropriate le parole del Maestro Sufi Hazrat Inayat Khan:
"La musica, la parola che usiamo normalmente nel nostro linguaggio, non è altro che l'immagine del nostro Amato, ed è perché la musica è l'immagine del nostro Amato che noi la amiamo tanto"
https://www.levantinemusic.com/
AMAL MURKUS
Voce
ALESSANDRO SGOBBIO
Pianoforte, Elettronica
Special Guest on Track #4
FIRAS ZREIK
Kanun
Prodotto da Amal Murkus &
Alessandro Sgobbio
Registrato da Stefano Amerio
Studio Artesuono, Aprile 2025
Accordatore: Claudio Soligon
Cover: DeekSleem
Cover Singolo: Tuqa Al-Sarraj
Videoclip: Firas Roby
lunedì 26 maggio 2025
MAP OF A BLUE CITY
MARC RIBOT
lunedì 27 gennaio 2025
Descansate Niño
lunedì 20 gennaio 2025
CrOnOSiSmA
di
marco cerri ciommei
Queste sono una parte delle note di copertina del nuovo album di Marco Cerri Ciommei, registrato assieme a Giacomo Ancillotto alla chitarra, Luca Venitucci al pianoforte e Marco Zenini al contrabbasso.
In questo nuovo o "vecchio" progetto Ciommei mette in scena ogni sua virtù, non è solo un ottimo musicista ma anche un altrettanto ottimo fotografo e videomaker, è anche un grande lettore e conosce molto bene il valore e la poetica delle parole.
Con quest'opera ci dona quest'immagine senza tempo che in realtà è una cartoline che fluttua tra i ricordi e i sogni messi a decantare come del buon vino, per poi lasciare che tutto si disperda in piccoli atomi di luce e si trasformino in tenui armonie di suoni.
Grazie al sostegno corale dei suoi compagni di avventura, l'album si muove tra melodie appassionate e malinconiche, ricche di chiaroscuri, fotografie di un album immaginario che giocano con la memoria, figure etere che danzano tra i sospiri, che bisbigliano tra le carezze.
https://marcocerriciommei.bandcamp.com/album/cronosisma
La fragilità di quest'opere è disarmante, dirompente, è densa di una spiritualità onirica, un insieme di suoni denudati di ogni orpello o virtuosismo, in linea con quello che affermava il Maestro Sufi Hazrat Inayat Khan...
espressioni musicali."
https://www.marcocerriciommei.com/
Crêuza de Mä
Al centro dei testi vi sono i temi del mare e del viaggio, dolori e passioni, temi forti che vengono espressi anche in musica, tramite l'ausilio di suoni e strumenti tipici dell'area mediterranea e registrazioni in ambienti portuali, iconiche le voci dei venditori di pesce al mercato ittico di Piazza Cavour a Genova.
Pagani è salito sul palco con un look alla Leonard Cohen, elegante e misterioso. Purtroppo i segni del tempo gli hanno impedito di esibirsi ad uno dei suoi amati strumenti ad eccezione dell'unica cover, Forever young, firmata da Bob Dylan, dove ha suonato l'armonica a bocca.
Oltre ai brani di Crêuza de Mä ha cantato anche altri brani celebri del suo repertorio come "Impressioni" di settembre (Mogol Mussida Pagani).
Il giovanissimo 78enne Pagani si è esibito lucido e pieno di entusiasmo , la sua voce era ricca e potente , fragile e ammaliante , lui che è un bluesman méditerranéen a dato sfogo a tutte le sue energie per regalarci un concerto memorabile.
Molto emozionante il momento dopo il concerto dove Pagani è venuto verso il pubblico a salutare vecchi amici , dimostrando , se ce ne fosse ancora il bisogno, la sua immensa umiltà .
domenica 11 febbraio 2024
CIRCLES 44
IN THE GRIP
Aut Records
Circles 44 è un progetto nato a Bologna nel 2017, frutto della collaborazione tra Massimiliano Amatruda al pianoforte, Giuseppe Circelli alla chitarra e Andrea Grillini alla batteria, ai quali, nel 2022, si unisce Achille Succi al clarinetto basso e al clarinetto contrabbasso.
Artisti molto attivi, coinvolti in numerose collaborazioni e pubblicazioni discografiche, che spaziano dal jazz alla musica contemporanea, sempre intenti a promuovere un repertorio composto solo da brani originali, dove il linguaggio jazzistico fa da legante con tutte le alte forme che vi convivono. Questo lavoro, affiancato dall'attività concertistica, ha portato alla registrazione del primo album “Cratere”, pubblicato nell'ottobre 2020 dall'etichetta Aut Records. L'album ha ottenendo ottime recensioni dalla critica specializzata così come l'attenzione e la messa in onda ni molti programmi radiofonici, tra cui le trasmissioni di Rai Radio 3 “Sei gradi” e “Battiti”.
Lo scorso 31 dicembre è stato pubblicato sempre per
la Aut Records l'album “ IN THE GRIP”, che vede la gradita
collaborazione di Achille Succi. Così il trio si trasforma in
quartetto, senza perdere la loro leggerezza e flessibilità. Anzi,
tra tratti architettonici e altri più estemporanei, la sempre ed
originale prosa dei loro brani acquista ulteriore freschezza e
fluidità.
https://autrecords.bandcamp.com/album/in-the-grip
L'impasto sonoro è sempre ben bilanciato e li voci si muovono in un racconto multiplo e coeso, ricco di colori ed equilibrate dinamiche. Il piano di Amatruda più che seguire la orme dei pianisti jazz sembra venire da un solido serialismo di metà 900. La chitarra di Circelli sembra tessere una robusta ragnatela che sa catturare tutte la note che aleggiano nei pensieri dei suoi compagni. Succi, sempre originale, lascia trapelare un gustoso profumo delle storiche avanguardie jazz in stile AACM. Grillini, come ha già dimostrato in altre formazioni, sa gestire una intensa stratificazione ritmica, composta da piccole cellule che vengono lasciate fluttuare liberamente, poi abbandonate per delle nuove ed essere riprese successivamente, per essere sovrapposte e mescolate, senza attriti e battimenti.
Ho trovato il brano “Circle” molto rappresentativo per questo album, dove coesiste un ottimo equilibrio tra il più creativo serialismo europeo e i movimenti jazz delle ultime generazioni. Un ascolto fluido e stimolante dove non mancano momenti introspettivi ed articolati che meritano un ascolto più attento.
Nel cerchio di un pensiero
a volte mi riposo sognando.
CIRCLES 44 feat. ACHILLE SUCCIIn the Grip
brani:
















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